Come nasce un gioiello artigianale

In un mondo sempre più omologato e globalizzato, talvolta si ha la percezione che alcuni mestieri siano destinati a scomparire. Ci sarà ancora bisogno del falegname se tutti arredano la propria casa da Ikea? O di un sarto quando la grande distribuzione offre indumenti a basso prezzo? Insomma: preferiamo oggetti di qualità o ci limitiamo a guardare il portafoglio?image2
In questi tempi incerti la risposta sembrerebbe scontata, ma per fortuna la realtà può ancora offrire delle sorprese. Se è vero che c’è la tendenza a spendere meno, è anche vero che per molti si tratta di spendere meglio acquistando un gioiello artigianale: accettare di avere un prezzo più alto sul cartellino per acquistare un oggetto di qualità, che duri più di qualche mese e magari che sia anche particolare, se non un pezzo unico. Per questa clientela, tornano in voga i mestieri artigianali, anche nel campo della moda. Stilisti, che usano anche materiali alternativi, creatori di accessori e così via; un universo vastissimo, popolato spesso da ragazzi molto giovani, che hanno trasformato una passione in un lavoro. Grazie alle nuove tecnologie poi si può raggiungere una clientela vastissima a costi relativamente ridotti, nonchè essere in contatto con creativi di diversi paesi. Come racconta il blog Laureati Artigiani, spesso questi nuovi creativi sono ragazzi che al termine degli studi universitari si dedicano a lavori artigianali trasformandoli alla luce delle loro esperienze ed interessi.
Per entrare un po’ di più in questo mondo di artigiani creativi, abbiamo intervistato Deborah, ideatrice dei gioielli Luce Jewels, una ragazza che sta trasformando la sua passione per gli accessori in un lavoro.

Quando è nata la tua passione per la creazione di bijoux?
La prima volta che ho scoperto un negozio di perline nella mia città avevo circa 12 anni. Quel giorno tornai a casa con un sacchettino di perline tutta contenta e, dopo aver sparso le tutte le perle sul tavolo (vizio che ho ancora adesso), decisi di creare un paio di orecchini col filo di rame, dei cavi elettrici che avevo in casa. Così ho iniziato a creare monili che poi regalavo alla mamma e alla zia, che hanno sempre sostenuto la mia passione e indossavano coraggiosamente i miei primi esperimenti. Con gli anni e l’esperienza sono poi passata dalla creazione di semplici gioielli all’utilizzo di tecniche sempre più elaborate, come il soutache o l’embroidery.

Come hai scoperto le tecniche che usi ora?
Ho scoperto il “soutache” grazie ad un servizio di Vogue su quella che è diventata la mia creatrice preferita, (specializzatasi al College of Fashion di Tel Aviv, le sue creazioni hanno oggi una fama mondiale. Negli ultimi anni ha anche collaborato con Swarovski, ndr). IMG_2046Questa artista ha riportato in vita l’antica tecnica del soutache, originariamente utilizzata in Europa orientale, specialmente in Polonia e Russia. Mi sono informata sul suo lavoro su siti e blog ed è praticamente diventata la mia guru: crea dei capolavori precisi, colorati e preziosi, ovviamente non accessibili a tutti (basti pensare che una delle sue collane più famose costa intorno agli 800 euro). La ammiro perché ha uno stile tutto suo, si tinge le piattine con i colori che realizza lei stessa creando dei gioielli inimitabili. La tecnica del soutache ha iniziato a prendere piede anche in Italia, e si distingue grazie alle linee sinuose ed alle curve eleganti che formano vere e proprie opere d’arte, tutte realizzate con una particolare ma semplice passamaneria. Ogni oggetto viene creato esclusivamente a mano, cucendo con ago e filo la passamaneria ad ogni singola perla. Questa tecnica si può applicare ai materiali più disparati, come il vetro o le pietre dure, fino agli originali elementi in cristallo Swarovski. Ora sono 3 anni che creo pezzi utilizzando il soutache e per raggiungere questo modesto livello ho partecipato a 3 corsi.

Vorresti che questa passione diventasse un lavoro (o lo è già)?
All’inizio è nato come un gioco ovviamente e spendevo tutti i miei risparmi al negozietto di perline. Poi ho aperto una pagina su Facebook e ho iniziato a pubblicare qualche pezzo.
I miei genitori non mi hanno mai proibito di passare tutto il mio tempo libero a creare, il loro motto era “studia e poi crei”. Ovviamente all’inizio le vendite erano pochissime ma dopo i primi mercatini li ho fatti ricredere: ora sono entrambi contenti dei risultati che ho raggiunto grazie alle mie creazioni e mi spronano a fare sempre meglio. Per ora è solo un hobby che riempie le mie domeniche e i giorni liberi, non potrei stare senza creare per settimane intere! Anche in vacanza ho sempre dietro un po’ di materiale, pennarelli e carta per disegnare i modelli che mi vengono in mente. Spero un giorno di riuscire ad aprire un negozio tutto mio, in cui proporre non solo le mie creazioni, ma anche materiale e corsi per chi voglia avvicinarsi al mondo dei gioielli handmade. Mi piacerebbe distinguermi grazie all’offerta di materiale sempre diverso e originale proveniente da ogni parte del mondo.