Perle Golden, Zaffiri gialli e verdi, Acquamarine, Diamanti bianchi

Descrizione

Metallo: oro giallo 18 kt

Pietre: Perle Golden,  Zaffiri gialli,  Zaffiri verdi,  Acquamarine  milk,  Diamanti bianchi ct 0,10

Pezzo unico, interamente realizzato a mano, secondo le tradizionali tecniche dell’ oreficeria napoletana.


Il nome Acquamarina deriva dal fatto che questa varietà di berillo ha un colore che ricorda quello dell’acqua del mare; una volta era la regina delle pietre azzurre, oggi questo primato è stato un po’ annacquato dal fatto che quasi tutte le acquemarine che vengono immesse sul mercato sono state trattate termicamente (bei colori ma falsi). 
Si tratta di una varietà di berillo (ha quindi struttura e proprietà di questo minerale); le acquemarine tagliate sono quasi sempre trattate termicamente (riscaldate a temperature superiori ai 400°C acquisiscono un colore azzurro intenso permanente), inoltre ne vengono anche prodotte di sintetiche. Gli usi vanno dall’estrazione del berillio, all’impiego in campo gemmologico ed ornamentale, al mercato collezionistico ed al discutibile campo della cristalloterapia. I giacimenti principali sono in Brasile (nello stato di Minas Gerais, dove si trovano pietre con colori molto chiari), in Russia (zona est degli urali, si trovano berilli di tutti i colori), in Madagascar (berilli molto belli), in Afghanistan, Nigeria, Pakistan, California, sud Africa, Sri Lanka, India, Australia, Cina (questi ultimi meno importanti).

Lo zaffiro è una varietà di corindone, che chimicamente è ossido di alluminio (Al2O3) fortemente allocromatico (v. colore dei minerali) ed è l’unica sostanza naturale di durezza 9 nella Scala di Mohs. Il termine zaffiro (privo di altri aggettivi) identifica la varietà blu-azzurra del corindone, ma la stessa denominazione viene frequentemente utilizzata, unitamente a un aggettivo, per identificare qualunque sua colorazione diversa da quella blu (ad esempio la varietà rubino).
Una volta i corindoni colorati prendevano il nome di altre pietre, seguito dal suffisso “orientale” (ad esempio i termini ametista orientale e smeraldo orientale sono oggi identificati con i nomi di zaffiro viola e zaffiro verde).
Altre varietà sono quella arancione, chiamata padparadscha, la più preziosa varietà di corindone, l’armofane di colore grigio opaco e lo zaffiro incolore conosciuto come leucozaffiro. Il colore blu-azzurro tipico della gemma deriva da inclusioni di ematite e rutilo. Nel caso in cui le inclusioni si orientassero in modi particolari, si può presentare il fenomeno dell’asterismo .
Si può trovare in natura in rocce metamorfiche derivanti da rifusione di un micascisto, di una quarzite o di un calcare, in magmi poveri di silice e nei loro rispettivi depositi alluvionali. Questi ultimi sono i principali giacimenti oggi sfruttati. Si ricorda a proposito i giacimenti australiani, dello Sri Lanka, della Birmania e della Thailandia. In Italia si trovano piccoli cristalli di zaffiro nella calcite del Terminillo.
Lo zaffiro può essere prodotto sinteticamente con 5 tipi di sintesi. Per distinguere lo zaffiro naturale da quello sintetico, si effettua un esame al microscopio delle inclusioni interne e ad analisi spettrometriche e spettrofotometriche.
Il taglio più diffuso per tale gemma è quello faccettato ovale o tondo, ma non sono escluse altre tipologie, come quella a cuore o a baguette. Tra le gemme di dimensione eccezionale conosciute, va citato lo “Star of India”, di 563 carati, conservato presso il Museo di Storia Naturale di New York.